Serata inaugurale Spes: tutto esaurito, soddisfazione, ma anche una lezione per migliorare

La serata inaugurale della Spes – tenutasi ieri sera, 20 settembre – ha registrato il «tutto esaurito» e questo non può che riempire di soddisfazione noi organizzatori. Rimane però il rammarico per chi è dovuto restare fuori e ha lamentato il fatto di non aver saputo in tempo dell’opportunità della prenotazione di un posto in sala. Purtroppo gli spazi e le regole del museo cittadino ci hanno permesso margini di manovra davvero scarsi. Faremo tesoro di quanto non ha funzionato per la prossima volta.

A posteriori, ci rendiamo conto che avremmo dovuto indicare, già in locandina, la possibilità di iscrizione. A parziale discolpa solo il rilievo di come, negli anni passati, ciò non fosse mai stato necessario, nonostante la notorietà dei relatori (pensiamo, ad esempio, all’intervento di Ferruccio De Bortoli nel 2016). Il nome di Letta poteva fare la differenza, questo lo speravamo, ma nella generale disaffezione e sfiducia nei confronti della politica chi poteva dirsi certo di una risposta così entusiasta? Conveniamo quindi con chi ci imputa il fatto di aver sottovalutato la portata dell’evento; non nascondiamo, tuttavia, che, nonostante tutto, siamo felici che i numeri ci abbiamo dato torto. La risposta all’evento è un ottimo segnale. Un segnale di speranza.

La dicitura «ingresso libero» distingueva questo momento iniziale dai vari appuntamenti della Scuola, i quali prevedono invece un piccolo contributo economico. Quando ci siamo accorti che in sala non ci sarebbe stato posto per tutti, ci siamo attivati per offrire, almeno, una diretta streaming e l’informazione rispetto al «soldout» l’abbiamo comunicata diffusamente: dai social network, al sito internet passando per Vita Cattolica e Radio Spazio. L’abbiamo fatto scrivere, inoltre, nell’ampia intervista che il Messaggero Veneto ha pubblicato alla vigilia dell’incontro e il direttore, Luca Grion, lo ha spiegato a Telefriuli, intervenendo a «ore7». Ovviamente non abbiamo potuto raggiungere tutti e comprendiamo il disappunto di chi non è potuto entrare.Infine, lo ricordiamo, l’aver scelto il Castello di Udine, pur con i limiti di spazio che sappiamo, possedeva un significativo valore simbolico che ci ha convinti a non cambiare la sede dell’incontro. Abbiamo scelto il Salone del Parlamento, infatti, come segno di apertura alla cittadinanza e di presenza nel cuore della città, in un luogo rappresentativo delle radici del nostro Friuli.Speriamo davvero che l’entusiasmo per la serata inaugurale si trasferisca ora nei confronti del percorso Spes vero e proprio e dei diversi incontri a cui si può partecipare anche come uditori.

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